Si può chiedere un aumento del canone di locazione in seguito all’esecuzione di lavori straordinari alle parti comuni dell’edificio?

Attualmente non vi è più alcuna norma di rango legislativo in vigore che disciplina ciò; pertanto non si è legittimati a chiedere un aumento al conduttore.

Questa affermazione però contrasta con l’opinione comune che la richiesta di aumento è lecita. Perché allora in molti sono convinti del contrario. La risposta è da ricercare in una vecchia legge abrogata nel 1998 che in merito all’adeguamento del canone in seguito a lavori straordinari prevedeva che:
 “Quando si eseguano sull’immobile importanti ed improrogabili opere necessarie per conservare ad esso la sua destinazione o per evitare maggiori danni che ne compromettano l’efficienza in relazione all’uso a cui è adibito, o comunque opere di straordinaria manutenzione di rilevante entità, il locatore può chiedere al conduttore che il canone risultante dall’applicazione degli articoli precedenti venga integrato con un aumento non superiore all’interesse legale sul capitale impiegato nelle opere e nei lavori effettuati, dedotte le indennità e i contributi di ogni natura che il locatore abbia percepito o che successivamente venga a percepire per le opere eseguite.

L’aumento decorre dalla data in cui sono state ultimate le opere, se la richiesta è fatta entro trenta giorni dalla data stessa; in caso diverso decorre dal primo giorno del mese successivo al ricevimento della richiesta.” (legge 3928/78 art.23 comma 1,2)

Eliminata questa legge e passati al regime dei contratti “a canone libero” è sparito ogni riferimento a questa facoltà, tuttavia ciò non vieta che si possa prevedere un aggiornamento del canone di locazione in caso di lavori straordinari ma sarà la fonte contrattuale l’unica in grado di rendere legittimata la richiesta.

 

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